La Valle del Fortore

Veduta della ValleLA VALLE prende il nome dal fiume che lo attraversa, il “Fortore”, ed è situata nella parte nord-occidentale della provincia di Benevento all'estremità della Campania a confine con Puglia e Molise.

Il territorio è oggetto di abbondanti pascoli, le pendici, invece, sono ricoperte da zone boschive, con vegetazione tipiche della montagna appenninica con prevalenza di quercia, pino, frassino, pioppo, olmo, acero e castagno.

Il paesaggio offre un alternarsi di oliveti, vigneti, frutteti con le loro specifiche colorazioni. Si incontrano, in diversi punti della valle, sorgenti e fonti d’acqua sulfuree.

L'agricoltura costituisce la tradizionale, e tuttora più importante attività economica della valle: vi si coltivano prevalentemente cereali, uva, olive, frutta, ortaggi, legumi. Le aziende agricole sono inoltre impegnate nell'allevamento di ovini, bovini, suini e pollame.

Si è sviluppata la valorizzazione dei prodotti tipici locali (carne, latticini e derivati, ortaggi). Alcune aziende si sono dedicate alla produzione e trasformazione, di prodotti tipici della zona (miele, tartufi, frutti di bosco, pomodorini, sott’oli e da alcuni anni anche lo zafferano). Inoltre sono presenti in loco alcune aziende agrituristiche immerse nella natura incontaminata.

Tra storia e memoria 

Una veduta di CastelmagnoDal rinvenimento di numerosi resti di animali e di utensili emerge che la Valle del Fortore era già abitata in epoca precristiana; dapprima ci furono i greci ma non lasciarono grandi segni, successivamente gli etruschi vi risiedettero per oltre un secolo , poi vi abitarono i Sanniti popolo del centro Italia, prevalentemente allevatori, contadini e pastori ma anche guerrieri che nonostante si contrapposero ai Romani non riuscirono a mantenere il dominio nella Valle.

L’epoca Romana fu caratterizzata dalle colonie dei liguri Bebiani (popolo Ligure che i romani deportarono con forza nella valle); testimonianze di questa occupazione si trovano in Contrada Castelmagno a ridosso del fiume Fortore nel territorio di San Bartolomeo in Galdo. In seguito ci fu l'invasione dei Barbari, grossi appezzamenti di terreni rimasero incolti favorendo così la crescita di un immenso bosco detto: “Vado di Mazzocca”.

Il bosco di Mazzocca uno dei più grandi dell’Italia meridionale, ricopriva tutta la valle del Fortore. In questo bosco secolare, tra le colline che costeggiavano la valle del Fortore trascorse nel secolo XII ben sessantasei anni della sua vita eremitica San Giovanni, fondando la celebre abbazia del “Gualdo di Mazzocca”. Finite le lotte interne tra papato e i due Imperi d’Oriente e d’Occidente venne istituita la monarchia; a quell’epoca gli abitanti cominciarono a riunirsi sulle alture per motivi di difesa così nacquero i primi paesi della valle del Fortore che, tuttora, nonostante lo spopolamento fanno da cornice all’intera valle.